

- 2023 27-28 ottobre tappa: 1 (primo giorno Altopiano di Castelluccio)
- 2024 18-20 aprile tappe: 2-3-4
- 2025 14-15 febbraio tappe: 6-7
- 2026 27-29 marzo tappe: 8-9-10
Per il quarto anno consecutivo si prosegue nel cammino di San Benedetto. L’appuntamento è per il venerdì mattina a Terni da dove si raggiunge in auto Castel di Tora, da dove parte l’ottava tappa.
La minoranza nordica (Vilma, Carla e Paolo) raggiunge Piero a San Sepolcro con tre ore di ritardo il giovedì sera, provata da un avventuroso viaggio sotto la neve con la E45 chiusa al traffico e tratti in colonna dietro allo spazzaneve. Si procede poi in quattro verso la pizzeria di Colle Scipoli dove si cena in compagnia.
Alla partenza siamo in dodici più Bea a quattro zampe, i ternani: Dona, Stefania, Sandra, Irene, Cesarina, Moreno, Gabriele, Edmondo; e gli altri: Vilma (Trento), Carla (Padova, Socchieve), Paolo (Reggio Emilia) e Piero (San Sepolcro, Roma).
Prima sosta, ancora in auto, al forno Orsini di Castel di Tora per timbri sulle credenziali e generi di conforto (focacce, pizze e biscotti locali). Si lasciano le auto al posteggio davanti alla stazione dei Carabinieri e, alle nove precise si parte a camminare. Cielo nuvoloso, un po’ di vento, temperatura a zero gradi. Si lascia il lago e si sale, non ci aspettava di mettere i piedi sulla neve nel marzo pazzerello. Svalicato si scende a Pozzaglia Sabina, sosta bar e ristoro in una sala deposito con la serranda abbassata, ma al riparo dal vento. Il proseguo col cielo che si apre, radure con bianche mucche al pascolo, i ruderi di Santa Maria del Piano e l’arrivo a Orvino, termine della tappa ufficiale. Ci attendono ancora tre chilometri per arrivare all’ostello di San Michele dove ci fermiamo per la notte. Maurizio, gestore e cuoco, ci intrattiene già a Orvinio e ci apre la chiesa di Santa Maria dei Raccomandati e ci fa da cicerone, quando lo lasciamo parlare, per illustrarci i quadri e affreschi di Vincenzo Manenti (Orvinio 1600-1674). La sera a cena si aggrega a noi una viaggiatrice solitaria romana, Dora, in cammino da una settimana.
Il secondo giorno saliamo sino a 1100 m di quota per poi scendere a Civitella di Licenza, non saliamo sul colle del paese, ci fermiamo alla base nel Museo dell’Aquila, con prato, panche e tavoli. Ci si fa un’idea, leggendo i pannelli del museo, della vita delle aquile e della spietatezza dei piccoli pulli, di solito sono due, il più forte tende a prendere tutto il cibo facendo indebolire e morire l’altro. Arriviamo a Mandela, con le vie in ombra e ventose, un breve giro e partiamo verso l’Oasi di Francesco a Vicovaro dove ci fermiamo per il pernotto. La sera, a fine cena, finalmente Gabriele e Carla, con supporti vari, si lanciano in uno struggente canto friulano. Prima di ritirarci un passaggio a vedere la sottostante chiesa di San Cosimato. Scopro adesso, mentre scrivo, che sotto la rupe su cui sorge il convento ci sono due ambienti rupestri con diverse cavità naturali visitabili, chissamai si ripassi.
Il terzo giorno si percorre la tappa in autobus e si riserva il cammino per un anello in zona di Subiaco con la visita al Sacro Speco di San Benedetto, con le due chiese sovrapposte e appoggiate alla parete della montagna. Una brava e spiritosa guida ci accompagna nella visita e ci narra degli affreschi fatti nel XIV secolo che rappresentano da una parte episodi della vita del Cristo e dall’altra di quelli di Benedetto. Ci parla dei tessuti delle vesti e dei calzari, della peste e della livella di Totò. Torniamo poi nel centro di Subiaco sotto la rocca dei Borgia. Dopo una meritata sosta al bar, con lo spritz Campari più pallido che ci sia, arrivano tre auto che ci caricano e riaccompagnano, in poco meno di un’ora di viaggio, a Castel di Tora. Ultima fermata al forno Orsini per portare a casa qualche buon prodotto locale e via a Terni.
Coda serale a casa di Dona per cena e pernotto dei nordici. Una buona pasta agli asparagi e ancora parole sul cammino e sulla nostra storia, sul tempo che passa e di quello che ci gusta fare.
Per il futuro: mancano le ultime sei tappe e si arriva a Montecassino, ma questo è ancora da scrivere.
Le statistiche del cammino a cura di Eddy:
- 1 giorno: km 18 dislivello + 977 -650 otto ore pause comprese
- 2 giorno: km 22 dislivello +540 -1100 otto ore pause comprese
- 3 giorno: km 10 dislivello +350 -350 sei ore pause comprese

























