Gianni Alemanno è stato un allievo di Engaku Taino partecipando a qualche attività di montagna; credo che sia stato presente a pochissime sesshin. Una volta in cui io c’ero, la cosa fu abbastanza complicata perché, essendo lui in quel periodo ministro di un governo Berlusconi, la Digos venne al monastero il giorno prima a verificare i luoghi e pretese di sapere in quale punto della sala sarebbe stato a meditare (il che era contrario alla prassi per la quale ci si siede al primo posto libero, non esistono “prenotazioni” nello zendo; si ebbero anche delle tensioni all’interno del Sangha).
Per chi non lo conoscesse, Alemanno (1958) è stato ministro delle politiche agricole e forestali dal 2001 al 2006 nei governi Berlusconi e sindaco di Roma dal 2008 al 2013. Nel 2014 venne indagato nell’ambito dell’inchiesta di Mafia Capitale; alla fine di un lungo iter giudiziario nel quale molte accuse vennero annullate, fu condannato a un anno e dieci mesi per traffico d’influenze con pena commutata in lavoro socialmente utile. Dalla fine del 2024, a seguito di trasgressioni nel rispetto della pena alternativa, sta scontando il residuo di pena a Rebibbia.
Dal carcere ha iniziato a raccontare la realtà drammatica, e quasi sempre inascoltata un po’ da tutti, dei luoghi di pena, senza far sconti a nessuno (di destra e di sinistra, di ieri e di oggi); pubblica i resoconti su Facebook; per chi non sta su FB l’ultimo suo “Diario di cella” si può leggere qui).
L’iniziativa di raccontare dall’interno l’orrore, la follia, la stupidità di tanti volti del carcere, mi è sembrata molto interessante.
Mi ha fatto anche riflettere su vari aspetti, a cominciare dall’apertura mentale di Taino, che era di idee politiche diametralmente opposte a quelle di Alemanno (ma in uno zendo le idee politiche, anche quelle più radicali, non contano nulla, o no?). Ma, più in generale, alla potenzialità di ogni essere (praticante e non) di indirizzare il proprio agire nel mondo, superando gli errori del passato, verso i più fragili compagni di vita, scoperchiando pregiudizi e pseudoideologie.
