Carissimi,
grazie a voi tre, Vilma per esser tornata, Piero per il grande lavoro organizzativo, Paolo guida
leggera ed instancabile, e grazie agli assenti che nominando abbiamo portato con noi in posti
bellissimi.
Paolo ha già fatto i social post giornalieri, in attesa del preciso, prezioso racconto di Piero, mi vien
voglia di dire due cose.
Questo Cammino, visto che per motivi familiari vi avevo rinunciato, poterlo fare è stato un doppio
regalo.
Mi pareva cosa strana farlo in quattro gatti, eh no! Due gatti e due gatte!
Siamo stati proprio bene insieme a camminare, mangiare, parlare, ridere, partendo al mattino con un
signor periodo a gambe incrociate.
Che il cammino sia andato bene è confermato dal fatto che al rientro il beneficio si è mantenuto con
quella centratura che in genere ritrovo dopo una sesshin.
Facile star bene su prati verdi sotto il sole estivo ma con la brezza dei posti elevati, sorpresi da fiori
come improvvise pennellate di luce nel verde, genzianelle, margherite, achillea, giglio martagone,
rosa alpina, botton d’oro, giglio rosso, orchidea, acquilegia, geranio, pisello odoroso, malva,
digitale, viola, maggiociondolo, bistorta, lino celeste, sempervivum, fiordaliso, raponzolo,
similraperonzolo, iperico, garofano, ginestra, questi ricordo, per gli altri dovrò tornarci.
Non solo la vista rallegrata, anche il palato perché fragole, lamponi e ciliegie selvatiche! queste
ultime, la maggior parte già mature e cadute, se le erano mangiate le volpi che ne lasciano traccia
sopra i sassi per marcare il territorio. E poi la sera l’infuso con fiori colti e bacche di ginepro.
Una sola nota bassa: le zecche, argomento dei primi giorni, motivo di alcune precauzioni non
sempre mantenute, esperienza diretta dell’ultimo giorno!
A questo proposito segnalo che, per chi è frequentemente esposto in zone endemiche, oltre al
vaccino per la possibile encefalite, è consigliato l’esame per la borreliosi una volta all’anno (15
euro) poiché vi sono casi in cui il contatto con la zecca passa inosservato e la diagnosi, con sintomi
spesso generici, rischia di essere fatta tardi.
Si tratta di respirare ed entrare nel movimento che poi va da sé, ormai lo sappiamo tutti ma, quando
interviene la fatica, il pensiero scende ai piedi dolenti, ai polpacci stanchi, al fiato corto e rischia di
entrare in una sorta di autocommiserazione nella quale si crogiolano piedi, polpacci e respiro…
Eh no! Questa volta ho sperimentato una sorta di utile sdoppiamento funzionale.
Se sei un fantino, hai dato la giusta biada al tuo cavallo, hai calcolato i tempi ed il percorso, mentre
cavalchi non puoi farti carico della fatica del tuo cavallo così, quando il mio pensiero scendeva
compassionevole ai piedi ed ai polpacci, lo facevo risalire lungo il corpo su fino in alto a riprendere
quota e piedi e polpacci riprendevano con lena il loro lavoro. Semplice!!!
Così come da su in alto a 1937 sul Monte Rotondo abbiamo abbracciato tutt’intorno valli, monti e
laghi, abbraccio tutti voi!!!
Grazie
Carla Seighen
P.s.: Caro Shido,
tu sei ‘carinamente’ venuto a trovarci nel cammino (come non hai mai mancato di fare).
Noi non siamo venuti a trovare te in questo incidente di percorso, mi han detto che sei a casetta e ti spero bene.
Dopo aver postato le mie impressioni di viaggio, una mattina svegliandomi ho pensato di dedicarle a te per l’arcobaleno di fiori che abbiamo scoperto, compreso i bottondoro di Vilma, per l’aria fresca e pulita di alta montagna, per i momenti di amicizia e serenità che abbiamo trascorso e che rimangono.
Un Abbraccione Carla
