Qui (alla fine della pagina) si può ascoltare il Junkei di Roberto Myōzen dato all’incontro di Meditazione a Distanza del 26 maggio 2026.
Il tema della condivisione Post Mad è stato proposto da Gianfranco Keiko.
“Per il PostMad di martedì prossimo 26/5 propongo questa riflessione di Platone su la morte.
Per Platone, la morte non è un catastrofico punto finale, ma un eminente punto di svolta che conduce a un livello superiore dell’ essere; essa avvicina all’ invisibile, al divino, al puro e all’ uniforme, a ciò che, in quanto immutabile resta sempre uguale a se stesso .
Dunque essere morti significa tutto meno che non essere.
La morte piuttosto eleva, approfondisce e trasfigura l’essere.
La morte approfondisce il raccoglimento e l’ interiorità.
l filosofo deve mirare alla morte, anticipare la morte mentre vive , fuggendo e disprezzando il corpo che è il luogo del male e della finitezza.
La morte non è un punto finale, ma un particolare inizio dal quale liberatosi dal peso del corpo ci si eleva leggeri come una farfalla, raggiungendo un luogo puro e invisibile.”
