Qui (alla fine della pagina) si può ascoltare il Junkei della maestra Vilma Myōdō, dato all’incontro MaD del 21 aprile 2026.
Il tema della condivisione post MaD, proposto da Massimo Shido, sono tre pensieri (Camus, De André, Califano) sui temi del vivere/esistere/esserci, sul non vivere per paura della morte, e sul valore della solitudine, anzi della “solitarietà” come la chiamava Taino.
- Albert Camus, da La caduta;
“Il vero orrore dell’esistenza non è la paura della morte, ma la paura della vita. È la paura di svegliarsi ogni giorno per affrontare le stesse lotte, le stesse delusioni, lo stesso dolore. È la paura che non cambi mai nulla, che tu sia intrappolato in un ciclo di sofferenza a cui non puoi sfuggire. E in quella paura, c’è disperazione, desiderio di qualcosa, qualsiasi cosa, per spezzare la monotonia, per dare senso alla ripetizione infinita dei giorni”. - Fabrizio De André:
“La solitudine non consiste nello stare soli, ma piuttosto nel non sapersi tenere compagnia. Chi non sa tenersi compagnia difficilmente la sa tenere agli altri. Ecco perché si può essere soli in mezzo a mille persone, ecco anche perché ci si può trovare in compagnia di se stessi ed essere felici (per esempio ascoltando il silenzio, stretto parente della solitudine). Ma il silenzio vero non esiste, come non esiste la vera solitudine. Basta abbandonarsi alle voci dell’Universo.” - Franco Califano:
“Vive chi vive, e non chi c’è”.
